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⚠️ Avviso: Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere di un medico o fisioterapista. Prima di iniziare qualsiasi programma di allenamento o in caso di dolore persistente, consulta un professionista della salute.
Salute & Prevenzione

I 5 infortuni più comuni nel running e come prevenirli

Ginocchio del corridore, fascite plantare, tendinite d'Achille: i cinque infortuni più frequenti nel running amatoriale e come prevenirli davvero.

⏱ 4 min di lettura

Correre è un gesto naturale, ma il nostro corpo non è sempre pronto a gestire l’impatto ripetuto sull’asfalto. Se ti senti spesso acciaccato, sappi che non sei il solo. Circa sette runner su dieci sperimentano un fastidio o un infortunio nel corso dell’anno. La buona notizia è che la maggior parte di questi problemi non nasce da un evento traumatico improvviso, ma da un accumulo di stress che avresti potuto gestire con un po’ di attenzione in più.

La sindrome della bandelletta ileotibiale

Questo è uno degli infortuni più classici. Si manifesta come un dolore acuto sulla parte esterna del ginocchio. La bandelletta è un tessuto fibroso che corre lungo la coscia e, se troppo tesa, sfrega contro l’osso durante il movimento. È tipico di chi aumenta i chilometri troppo in fretta o corre sempre su terreni inclinati.

Per prevenire questo fastidio, non basta allungare la gamba. Devi lavorare sulla stabilità del bacino. Esercizi come il ponte per i glutei o le camminate laterali con elastico aiutano a rinforzare i muscoli che tengono il ginocchio in asse. Se senti un fastidio persistente, approfondisci leggendo il nostro articolo sul dolore al ginocchio del runner.

La fascite plantare

Se senti un dolore pungente sotto il tallone, specialmente appena scendi dal letto al mattino, potresti avere una infiammazione della fascia plantare. È il tessuto che sostiene l’arco del piede. Spesso la causa è una scarpa troppo usurata o una muscolatura del polpaccio eccessivamente rigida che costringe il piede a lavorare male.

La prevenzione passa per la mobilità. Prova a massaggiare la pianta del piede con una pallina da tennis o una bottiglietta d’acqua ghiacciata dopo l’allenamento. Mantieni i polpacci flessibili con stretching regolare. Se il dolore diventa cronico, è il momento di valutare se le tue scarpe hanno superato il chilometraggio consigliato. Trovi consigli specifici su come gestire questo problema in questo approfondimento sulla fascite plantare del runner.

La tendinite d’Achille

Il tendine d’Achille è la struttura che collega i muscoli del polpaccio al tallone. Quando senti dolore o rigidità proprio dietro la caviglia, significa che il tendine è sotto stress. Succede spesso quando si introducono lavori di velocità o salite senza aver preparato adeguatamente i tessuti.

Il segreto qui è la gradualità. Non passare mai da zero a cento. Se decidi di inserire sessioni di ripetute, fallo con cautela e lascia sempre almeno un giorno di recupero tra una seduta intensa e l’altra. Gli esercizi di rinforzo eccentrico, dove scendi lentamente durante il sollevamento sulle punte, sono il miglior investimento che puoi fare per la salute dei tuoi tendini.

La sindrome femoro-rotulea

Spesso chiamata ginocchio del corridore, questa condizione causa un dolore sordo intorno o dietro la rotula. È una sofferenza legata al modo in cui la rotula scorre nel suo binario naturale. Se i muscoli della coscia, specialmente il quadricipite, non sono equilibrati, la rotula lavora fuori asse e crea infiammazione.

Non cercare di correre sopra il dolore sperando che passi da solo. Riduci il volume di corsa per qualche giorno e concentrati sul rinforzo del quadricipite e dei muscoli stabilizzatori dell’anca. Una corsa con una cadenza troppo bassa, ovvero con passi troppo lunghi e pesanti, spesso peggiora la situazione. Cerca di fare passi più brevi e frequenti per ridurre l’impatto su ogni appoggio.

La periostite tibiale

È quel dolore fastidioso che senti lungo il bordo interno della tibia. È tipico di chi inizia a correre o di chi riprende dopo una lunga pausa. Si verifica quando il muscolo tibiale anteriore viene sovraccaricato e tira sul periostio, la membrana che riveste l’osso.

La prevenzione si basa sul controllo del carico. Se senti un dolore che aumenta durante la corsa e non scompare subito dopo, fermati. Il riposo è parte integrante dell’allenamento. Cambiare superficie, passando dall’asfalto a un sentiero sterrato più morbido, può ridurre drasticamente le vibrazioni che arrivano alle tue tibie.

Come monitorare la tua salute ogni mese

La prevenzione non è un’attività che si fa una volta sola, ma un’abitudine costante. Non serve un medico per capire se stai esagerando, basta un po’ di buon senso e un controllo periodico. Usa questa breve lista di controllo per valutare il tuo stato di forma ogni fine mese:

  • Verifica l’usura della suola delle tue scarpe: se sono piatte o deformate, il supporto è finito.
  • Valuta la qualità del sonno: se sei costantemente stanco, il tuo corpo non sta riparando i tessuti.
  • Testa la mobilità delle caviglie: se non riesci a fare uno squat profondo, i tuoi polpacci sono troppo rigidi.
  • Monitora il dolore post-corsa: un fastidio che dura più di 24 ore è un segnale di allarme.
  • Controlla il volume settimanale: non aumentare i chilometri totali di oltre il 10% rispetto alla settimana precedente.

Ascoltare il proprio corpo è l’abilità più importante per un runner. Molti infortuni potrebbero essere evitati semplicemente accettando di saltare un allenamento quando ci si sente troppo affaticati. Non aver paura di rallentare o di prenderti un giorno di riposo extra. Il tuo obiettivo è correre a lungo, non correre più forte per due settimane e poi fermarti per due mesi. La costanza batte sempre l’intensità estrema. Se senti che qualcosa non va, non ignorarlo: affronta il problema subito, prima che diventi un ostacolo insormontabile.

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