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Nutrizione

I carboidrati per il runner: amici, non nemici

I carboidrati sono il carburante principale della corsa: demonizzarli è uno degli errori nutrizionali più costosi per il runner. Perché e quanti ne servono.

⏱ 5 min di lettura

Il mondo della nutrizione sportiva è pieno di mode passeggere. Negli ultimi anni, la demonizzazione dei carboidrati ha colpito anche chi corre. Molti runner hanno iniziato a temere un piatto di pasta o una fetta di pane, convinti che fossero nemici della linea o della salute. La realtà è molto più semplice: per chi corre, i carboidrati sono il carburante principale. Senza di essi, il motore si spegne prima del previsto.

Il ruolo dei carboidrati nel metabolismo

Quando corri, il tuo corpo utilizza due fonti energetiche principali: i grassi e i carboidrati. I grassi sono una riserva quasi illimitata, ma richiedono molto ossigeno per essere trasformati in energia e il processo è lento. I carboidrati, invece, vengono stoccati nei muscoli e nel fegato sotto forma di glicogeno. Il glicogeno è la benzina ad alto numero di ottani che il tuo corpo usa quando aumenti il ritmo o quando la corsa si fa intensa.

È normale sentirsi stanchi o pesanti se provi a correre a digiuno o seguendo diete troppo restrittive. Se le riserve di glicogeno sono vuote, il corpo deve fare uno sforzo maggiore per mantenere la velocità. Questo porta a quella sensazione di gambe di piombo che molti runner conoscono bene. Non è mancanza di volontà, è semplicemente mancanza di carburante.

Quanti carboidrati servono davvero

Non esiste una dose universale, perché il fabbisogno dipende dal tuo volume di allenamento. Se corri tre volte a settimana per mezz’ora, non hai bisogno di mangiare come un maratoneta professionista. Se invece stai preparando una gara o aumenti i chilometri settimanali, i carboidrati devono occupare una fetta importante del tuo piatto.

Per un runner amatore che si allena regolarmente, i carboidrati dovrebbero rappresentare circa il 50-60% dell’apporto calorico giornaliero. Non serve contare ogni grammo, ma è utile imparare a leggere i segnali del corpo. Se ti senti sempre affaticato, se il recupero tra una sessione e l’altra è troppo lungo o se noti un calo di concentrazione durante la corsa, probabilmente stai mangiando pochi carboidrati.

Scegliere le fonti giuste

Non tutti i carboidrati sono uguali, ma per un runner la distinzione tra semplici e complessi è meno rigida di quanto si pensi. I carboidrati complessi, come quelli contenuti in pasta integrale, riso, avena e patate, forniscono energia a rilascio graduale. Sono la base della tua alimentazione quotidiana perché garantiscono stabilità.

I carboidrati semplici, come quelli presenti nella frutta o in piccole dosi di zuccheri, sono utili quando serve un picco energetico immediato. Ad esempio, sono ottimi poco prima di un allenamento intenso o durante una corsa molto lunga. Non aver paura della pasta: è un alimento eccellente per il runner. È facile da digerire, versatile e fornisce l’energia necessaria per affrontare le sessioni di qualità.

  • Pasta e riso sono ottime basi per i pasti principali.
  • L’avena è ideale per una colazione energetica prima di correre.
  • Le patate dolci sono un’ottima fonte di carboidrati e micronutrienti.
  • La frutta fresca è perfetta per uno spuntino veloce.
  • Il pane a lievitazione naturale è spesso più digeribile rispetto a quello industriale.

Il timing è tutto

Il momento in cui mangi i carboidrati può fare la differenza tra una corsa piacevole e una sofferta. Se mangi un pasto molto abbondante subito prima di uscire, il corpo sarà impegnato nella digestione invece che nella corsa. Se invece passi troppe ore senza mangiare, arriverai all’allenamento senza energie.

Per capire meglio come gestire i pasti in base all’orario in cui ti alleni, puoi leggere cosa mangiare prima di correre. Ricorda che il pasto post-allenamento è altrettanto importante. Dopo aver corso, il corpo è come una spugna: ha bisogno di carboidrati per ripristinare le scorte di glicogeno e di proteine per riparare i tessuti muscolari. Non saltare mai questo momento, soprattutto dopo gli allenamenti più lunghi o intensi.

Ascolta il tuo corpo, non le tabelle

La nutrizione non deve diventare un’altra fonte di stress. Se ti senti bene, hai energia per correre e recuperi in modo adeguato, probabilmente la tua strategia alimentare è corretta. Se invece senti che il tuo rendimento è calato, prova ad aumentare leggermente la quota di carboidrati nei pasti che precedono le sessioni più impegnative.

Non cercare la perfezione. Ogni runner ha esigenze diverse e quello che funziona per il tuo compagno di corsa potrebbe non essere ideale per te. Sperimenta con cibi diversi e osserva come reagisce il tuo stomaco. Se stai preparando una competizione specifica, potresti voler approfondire le strategie di carb-loading-pre-gara, ovvero come saturare le riserve di energia nei giorni precedenti all’evento.

La flessibilità come strategia vincente

Il segreto di un’alimentazione sostenibile è la varietà. Non limitarti a mangiare sempre la stessa cosa. Alterna cereali diversi, inserisci legumi e non aver paura di concederti un pasto più ricco quando il volume di allenamento lo richiede. Il corpo umano è una macchina efficiente, ma ha bisogno di input costanti per funzionare al meglio.

Normalizza il fatto che ci saranno giorni in cui avrai più fame e altri in cui ne avrai meno. È normale. Non colpevolizzarti se mangi una porzione di carboidrati in più dopo un lungo: il tuo corpo sta solo chiedendo di reintegrare ciò che ha bruciato. Tratta i carboidrati come alleati della tua performance e vedrai che la corsa diventerà un’esperienza molto più piacevole e meno faticosa. La costanza nel mangiare bene è ciò che ti permette di correre a lungo, non la restrizione estrema.

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