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Nutrizione

Gel energetici e barrette: come usarli senza stare male

Gel energetici, barrette e chews: tutto quello che devi sapere prima di usarli in gara, incluso come evitare i problemi gastrointestinali al km 30.

⏱ 5 min di lettura

Correre per più di un’ora significa esaurire le scorte di glicogeno, ovvero il carburante principale che i muscoli usano per muoversi. Quando il serbatoio si svuota, arrivano la fatica improvvisa e la sensazione di gambe pesanti. Per evitare questo crollo, molti runner ricorrono a gel energetici, barrette o caramelle gommose, i cosiddetti chews. Il problema è che lo stomaco, sotto sforzo, non è sempre felice di ricevere zuccheri concentrati.

Il test in allenamento non è un optional

La regola d’oro è semplice: non provare mai nulla di nuovo il giorno della gara. Il sistema digerente è un organo che si può allenare, esattamente come le gambe o il cuore. Se il tuo stomaco non è abituato a gestire gel o barrette mentre corri a ritmo gara, è molto probabile che al trentesimo chilometro avrai problemi gastrointestinali.

Usa i tuoi allenamenti lunghi per testare i prodotti che hai scelto. Inizia con piccole dosi durante le sessioni di corsa lenta. Se noti crampi, nausea o gonfiore, cambia marca o tipologia di prodotto. Alcuni runner tollerano meglio i gel a base di maltodestrine, altri preferiscono barrette più solide. Non esiste un prodotto universale, esiste solo quello che funziona per te.

Come usare i gel energetici

I gel sono composti principalmente da carboidrati a rapido assorbimento. Sono pensati per essere assimilati velocemente, ma richiedono una gestione precisa. Il primo errore comune è assumerli quando senti già di aver finito le energie. A quel punto è spesso troppo tardi.

Il momento giusto per prendere un gel è circa ogni 45 minuti di corsa, a partire dalla prima ora. Non aspettare di avere fame o di sentirti svuotato. Assumere il gel poco prima di un ristoro è una strategia intelligente: ti permette di bere subito dopo. L’acqua è fondamentale per diluire la concentrazione di zuccheri nel gel, facilitando lo svuotamento gastrico e riducendo il rischio di bruciori di stomaco.

Se vuoi approfondire come gestire l’energia su distanze lunghe, leggi il nostro articolo su alimentazione-durante-maratona. Ricorda che il gel non va ingoiato tutto in un colpo solo. Prova a prenderlo in due o tre piccoli sorsi, distanziati di qualche minuto.

Barrette e chews: quando preferire il solido

Le barrette energetiche sono più ricche di fibre e proteine rispetto ai gel. Questo le rende ottime per le ultra-distanze, dove il corpo ha bisogno di un apporto calorico più complesso e meno concentrato. Tuttavia, la loro digestione richiede più tempo e più sangue richiamato verso l’apparato digerente, che in quel momento serve invece ai muscoli.

Le barrette sono ideali nelle fasi iniziali di una gara molto lunga, quando il ritmo è ancora controllato e lo stomaco è più rilassato. Man mano che l’intensità aumenta e ti avvicini alla parte finale della corsa, è meglio passare ai gel o ai chews. Questi ultimi sono una via di mezzo interessante: offrono una consistenza gommosa che aiuta a mantenere attiva la masticazione, senza l’impegno digestivo di una barretta proteica.

La strategia in base alla distanza

La quantità di integratori necessari dipende dalla durata dello sforzo, non solo dai chilometri. Ecco una linea guida di massima per orientarti:

  • Sotto i 60 minuti: non hai bisogno di integrazione esterna, basta una buona colazione. Per capire come prepararti, consulta cosa-mangiare-prima-di-correre.
  • Tra 60 e 90 minuti: un gel a metà percorso può aiutare a mantenere alta la lucidità mentale.
  • Tra 90 minuti e 2 ore e mezza: prevedi un gel ogni 45 minuti.
  • Oltre le 2 ore e mezza: alterna gel e cibi solidi, cercando di mantenere un apporto costante di carboidrati.

Non cercare di superare la tua capacità di assorbimento. In genere, il corpo riesce a gestire circa 60 grammi di carboidrati all’ora. Superare questa soglia senza un allenamento specifico porta quasi sempre a problemi intestinali. Se sei un runner amatore, punta a una quota di 30-40 grammi all’ora per iniziare, e aumenta solo se ti senti a tuo agio.

Ascolta il tuo corpo e correggi il tiro

Se durante un test in allenamento avverti un fastidio, non ignorarlo. Prova a ridurre la quantità di gel o a bere più acqua. A volte il problema non è il prodotto in sé, ma la quantità di zuccheri assunti in un unico momento. Dividere un gel in due parti, da consumare a distanza di dieci minuti, può fare la differenza tra una gara gestita bene e una corsa in cerca di un bagno chimico.

La gestione dell’integrazione è una competenza tecnica, proprio come la tecnica di corsa o la gestione del ritmo. Non scoraggiarti se le prime volte non trovi il prodotto giusto. Molti runner passano mesi a sperimentare diverse marche prima di trovare quella che non crea problemi. L’importante è che ogni test sia fatto in condizioni di allenamento, dove un eventuale malessere non compromette il tuo obiettivo principale.

Costruire la tua routine di integrazione

La costanza è il fattore che ti permetterà di arrivare al traguardo con le energie necessarie. Una volta trovata la combinazione di gel o barrette che il tuo stomaco accetta, segna il timing esatto. Durante la gara, la stanchezza e l’adrenalina possono farti dimenticare di mangiare o bere. Imposta un promemoria sul tuo orologio GPS o usa i riferimenti chilometrici per ricordarti di assumere il tuo integratore.

Non cercare di emulare i professionisti se il tuo corpo non è pronto. Loro hanno anni di adattamento alle spalle e una tolleranza gastrointestinale molto alta. Il tuo obiettivo è trovare una routine che ti permetta di correre senza pensieri, mantenendo i livelli di energia stabili dal primo all’ultimo chilometro. Con il tempo, diventerà un gesto automatico, parte integrante della tua preparazione, proprio come allacciarsi le scarpe prima di uscire.

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Contenuti scritti da Fabio Gornati, running instructor certificato (Accademia Italiana del Fitness), con la collaborazione della redazione YourTraining. Tutti gli articoli si basano su letteratura scientifica aggiornata e vengono revisionati periodicamente.

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